Babylon| Recensione

Damien Chazelle sorprende ancora, scompone il suo La La Land e lo ricompone sottoforma di Babylon.

Un omaggio al Cinema, all’arte, alle persone e al sogno. Il sogno ritorna in un’opera di #Chazelle ma in modo diverso, esattamente l’opposto di La La Land. È sogno finchè non lo vivi, ma una volta agguantato scopri che non è proprio ciò che ti aspetti. Un sogno che fa male ma comunque il risultato ti da le stesse emozioni di quando all’inizio l’hai immaginato fra le tue mani. Sembra che Chazelle voglia raccontarsi, vuole esporre le meraviglie del cinema e dimostrare che chi sogna sulla poltrona di un cinema riceverà sempre dei sentimenti e delle emozioni uniche. Un’immersione in quel mondo ed esclusione dalla vita reale anche solo per qualche ora.

Il regista prende come riferimento Singing In The Rain e con Babylon ci fa sopra un saggio, mostra come è nato tutto e la sua evoluzione, mostrando il marcio che ha dietro, un marcio che si traforma in un qualcosa di unico e che può salvare le persone. Quindi se in La La Land trovavamo il sogno più puro, qui Chazelle lo distrugge mostrandone tutti i suoi lati positivi e negativi attraverso i suoi personaggi. Da un lato troviamo Jack Conrad e Clara Bow, loro mostrano il sogno che si sgretola dopo averlo raggiunto, mentre dall’altro vediamo Manny Torres e Sydney Palmer che se pur hanno perso il loro sogno ne sono usciti indenni su altri punti di vista riuscendo a capire che forse e meglio non raggiungere quel sogno tanto desiderato.

Margot Robbie, Brad Pitt e Diego Calva sono incredibili, oltre alla tecnica hanno un’intensità scenica incredibile. Tecnicamente è strepitosa anche la regia che unita alle musiche rende il tutto un’opera magnifica e maestosa. Ricordate, sognare non costa nulla, ti da emozioni ma bisogna saperle gestire nel modo giusto, accogliendo ciò che ti da di bello e respingendo ciò che ha di sbagliato rendendo la propria vita un gioiello unico. Bellissimo il finale dove Manny nel cinema piange ricordando ciò che ha passato, ma poi subito dopo riesce a sorridere perché quel sogno lo rincorre ancora e non l’ha mai abbandonato, perché quel grande schermo è un qualcosa che se non lo vivi a pieno non lo capisci.

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Raf.

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